- Il limite di 85.000 euro per il regime forfettario resta invariato fino al 2026.
- Dal 2026, i redditi da lavoro dipendente o pensione non devono superare 35.000 euro lordi.
- Superare i 100.000 euro di ricavi comporta l'uscita immediata e retroattiva dal regime forfettario.
- Il regime forfettario offre imposta sostitutiva ridotta e semplificazione contabile.
Sei davanti al computer, con il bilancio annuale aperto. Gli occhi scorrono righe e colonne, mentre il totale dei ricavi si avvicina a 85.000 euro. Ti domandi cosa succederà alla tua partita IVA a regime forfettario, ora che sei così vicino al famoso limite. Preoccupazione e curiosità si mischiano: il futuro fiscale della tua attività dipende da queste cifre.
Qual è l’attuale limite di reddito per il regime forfettario?
Il tetto massimo per restare nel regime forfettario è fissato a 85.000 euro di ricavi o compensi annui. Questa soglia vale sia per professionisti sia per imprese individuali che adottano il regime agevolato.
Se apri la partita IVA in corso d’anno, il limite si calcola proporzionalmente ai giorni effettivi d’attività. Ad esempio, se inizi il 1° marzo, il massimo consentito scende a poco più di 71.000 euro. Basta superare il limite annuale per perdere i vantaggi del regime forfettario, anche se solo di pochi euro.
Cosa prevede la normativa per il 2026?
Le aspettative di un aumento della soglia sono state smentite: la Legge di Bilancio 2026 conferma il limite di 85.000 euro anche per il prossimo biennio. Nessuna modifica in vista, almeno sul fronte dei ricavi.
Cambia invece la soglia dei redditi da lavoro dipendente o pensione: dal 2026 potrai accedere o restare nel forfettario solo se questi non superano i 35.000 euro lordi annui. Questa novità amplia leggermente la platea degli aventi diritto rispetto al passato.
Se superi la soglia degli 85.000 euro, esci dal regime dall’anno successivo. Un’eccezione: se sfori ma resti sotto i 100.000 euro, il passaggio è differito. Oltre i 100.000 euro, invece, la fuoriuscita è immediata e con effetto retroattivo sull’anno in corso.
Come potrebbe cambiare la tua attività se il limite aumentasse?
Immagina se il limite del regime forfettario salisse davvero, magari a 100.000 euro o più. Potresti puntare su nuovi clienti e progetti senza la paura costante di sforare.
Una soglia più alta ti darebbe margine di crescita e semplificherebbe la pianificazione: niente cambi di regime improvvisi, meno burocrazia e più tempo per il tuo lavoro.
Ma c’è anche il rovescio della medaglia. Un innalzamento del limite potrebbe attirare l’attenzione del fisco, con più controlli per chi rimane nel regime agevolato. Inoltre, la platea dei beneficiari si allarga, ma aumentano anche le differenze tra chi resta nel forfettario e chi ne è escluso.
Quali sono i vantaggi e gli svantaggi del regime forfettario?
Il regime forfettario è pensato per semplificare la vita a professionisti e micro-imprese. L’imposta sostitutiva fissa al 15% (o 5% per le nuove attività) è sicuramente un grande vantaggio.
- Semplificazione contabile: niente IVA, niente registri, niente studi di settore.
- Imposta sostitutiva ridotta: paghi solo il 15% o il 5% sul reddito imponibile, senza addizionali regionali o comunali.
- Calcolo forfettario dei costi: si applica una percentuale di abbattimento ai ricavi (dal 22% al 78% a seconda del codice ATECO), il resto è imponibile.
Ma non tutto è rose e fiori. Le spese effettive non sono deducibili, quindi se hai costi elevati potresti pagare più tasse rispetto ad altri regimi. Inoltre, superato il limite, il passaggio al regime ordinario può essere brusco e comportare un salto di adempimenti non indifferente.
Come pianificare il tuo reddito in vista dei cambiamenti futuri?
Guardando al futuro, la parola chiave è programmazione. Se il tuo fatturato si avvicina ai limiti, tieni monitorati i ricavi mese per mese e valuta se frazionare eventuali incassi tra fine anno e inizio dell’anno successivo.
Calcola sempre il reddito imponibile secondo il coefficiente di redditività previsto per la tua attività. Verifica anche eventuali redditi da lavoro dipendente o pensione: se superi i 35.000 euro, perdi il diritto al forfettario.
Se prevedi di sforare, preparati in anticipo al regime ordinario: informati su IVA, libri contabili, deduzioni e detrazioni. Potresti valutare l’acquisto di beni strumentali o spese deducibili da sostenere prima della fuoriuscita dal regime agevolato.
Consulta il commercialista per costruire uno scenario personalizzato. Solo così puoi prendere decisioni consapevoli, evitare sorprese e pianificare la crescita della tua attività con serenità. Esperto di lifestyle sostenibile e Consulente del benessere Massimo Vigilante è un esperto di lifestyle sostenibile e consulente del benessere, con oltre quindici anni di esperienza come divulgatore. La sua missione è aiutare i lettori a ottimizzare la propria vita, partendo dal presupposto che il benessere personale sia un equilibrio tra salute fisica, un ambiente domestico efficiente e una solida economia personale. Specializzato nel nesso tra salute dell'individuo e salute della casa, Massimo offre guide pratiche su faccende domestiche e giardinaggio, trasformandole da compiti a opportunità per migliorare la propria qualità di vita. Le sue analisi sull'economia domestica forniscono strategie collaudate per risparmiare, investire saggiamente e vivere in modo prospero e consapevole.![]()
Massimo Vigilante
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