Il bollo auto ha subito importanti modifiche nel 2023, sia per quanto riguarda gli importi che per le esenzioni previste per alcune categorie di veicoli. Se possiedi un’auto, conoscere le nuove regole ti permette di evitare sanzioni e, magari, di risparmiare. Ecco una panoramica aggiornata su tutto ciò che serve sapere.
Quali sono i nuovi importi del bollo auto nel 2023?
I nuovi importi della tassa automobilistica dipendono da diversi fattori: la potenza del veicolo (espressa in kilowatt), la classe ambientale e la tipologia del mezzo. Dal 2023, il costo base è pari a 2,58 euro per ogni kW per le auto Euro 4, 5 e 6 fino a 100 kW. Oltre questa soglia, il costo per i kW eccedenti sale a 3,87 euro ciascuno.
Per i veicoli Euro 3 si paga 2,70 euro al kW fino a 100 kW e 4,05 euro per ogni kW oltre i 100. Per le auto Euro 0, 1 e 2, l’importo può arrivare fino a 3,00 euro al kW nei primi 100, mentre per i successivi il costo tocca i 4,50 euro. Le tariffe sono stabilite dalla normativa statale, ma alcune regioni prevedono maggiorazioni o riduzioni specifiche.
Chi può beneficiare delle esenzioni sul bollo auto?
Alcune categorie di veicoli sono esentate dal pagamento. Se possiedi un’auto elettrica, sei esente per i primi 5 anni dall’immatricolazione (alcune regioni arrivano a 3 anni). Dopo il periodo di esenzione, paghi solo il 25% dell’importo ordinario.
I veicoli storici iscritti nei registri ufficiali (ASI, FMI) godono di un’esenzione quasi totale: pagano una tassa forfettaria di circa 30 euro l’anno. Anche i cittadini con disabilità e i loro familiari possono richiedere l’esenzione, purché il veicolo sia adattato alle esigenze della persona disabile e non superi i 2.000 cc (benzina) o 2.800 cc (diesel).
Non va dimenticato chi rottama un’auto inquinante e acquista un nuovo mezzo elettrico o ibrido: in molti casi, la regione di residenza offre esenzioni o forti riduzioni per i primi anni di possesso.
Come calcolare il bollo auto in base alla propria auto?
Per calcolare l’imposta sul possesso di veicoli, devi conoscere la potenza (in kW) e la classe ambientale della tua auto, dati riportati sul libretto di circolazione. Una volta individuati questi valori, basta applicare la tariffa corrispondente alla categoria Euro e moltiplicarla per i kW.
Un esempio pratico: se la tua auto è Euro 6, ha 85 kW e vivi in una regione senza maggiorazioni, l’importo sarà 85 x 2,58 = 219,30 euro l’anno. Se hai un’auto con 120 kW, pagherai 100 x 2,58 (258 euro) + 20 x 3,87 (77,40 euro), per un totale di 335,40 euro.
Alcuni siti regionali mettono a disposizione calcolatori automatici per evitare errori. Attenzione anche all’anno di immatricolazione e a eventuali riduzioni previste per veicoli ecologici o storici.
Cosa cambia per i veicoli elettrici e ibridi riguardo al bollo auto?
Le regole per i veicoli elettrici sono tra le più vantaggiose. In quasi tutte le regioni, non paghi la tassa automobilistica per i primi cinque anni dall’immatricolazione. Dopo questo periodo, l’imposta si riduce notevolmente: paghi solo un quarto della cifra prevista per un veicolo tradizionale di pari categoria.
I veicoli ibridi godono di benefici simili, anche se più limitati: in alcune regioni l’esenzione dura tre anni, in altre cinque. In Lombardia e Piemonte, ad esempio, le auto ibride sono esenti dal bollo per tre anni, mentre in Veneto si arriva a cinque anni. Dopo il periodo di esenzione, torni a pagare l’importo pieno.
Queste agevolazioni sono pensate per incentivare la mobilità sostenibile e ridurre l’inquinamento urbano. Se stai valutando l’acquisto di un’auto nuova, scegliere un veicolo a basso impatto ambientale offre vantaggi fiscali notevoli.
Quali sono le sanzioni per il mancato pagamento del bollo auto?
Se dimentichi di pagare la tassa automobilistica nei termini previsti, scattano sanzioni automatiche. Nei primi 30 giorni dal termine, la sanzione è pari allo 0,1% dell’importo per ogni giorno di ritardo, più gli interessi legali. Tra il 31° e il 90° giorno, la sanzione sale all’1,5% sull’intero importo dovuto.
Dopo i 90 giorni e fino a un anno, paghi il 3,75% di sanzione oltre agli interessi. Se il ritardo supera i 12 mesi, la sanzione cresce fino al 30% della cifra dovuta, più gli interessi. Il mancato pagamento prolungato può portare anche al fermo amministrativo del veicolo, impedendoti di circolare fino alla regolarizzazione della posizione.
Per evitare brutte sorprese, conviene annotare la scadenza del bollo e verificare l’avvenuto pagamento tramite i servizi online messi a disposizione dalle regioni o dall’ACI.
Conclusioni
Le modifiche al bollo auto nel 2023 puntano a premiare chi sceglie veicoli meno inquinanti e a semplificare il calcolo della tassa. Sapere chi può beneficiare delle esenzioni e come si determinano i nuovi importi ti aiuta a gestire meglio le spese legate all’auto. Tieni sempre a portata di mano i dati della tua vettura e verifica le condizioni specifiche della tua regione, così eviti errori e possibili sanzioni. Esperto di lifestyle sostenibile e Consulente del benessere Massimo Vigilante è un esperto di lifestyle sostenibile e consulente del benessere, con oltre quindici anni di esperienza come divulgatore. La sua missione è aiutare i lettori a ottimizzare la propria vita, partendo dal presupposto che il benessere personale sia un equilibrio tra salute fisica, un ambiente domestico efficiente e una solida economia personale. Specializzato nel nesso tra salute dell'individuo e salute della casa, Massimo offre guide pratiche su faccende domestiche e giardinaggio, trasformandole da compiti a opportunità per migliorare la propria qualità di vita. Le sue analisi sull'economia domestica forniscono strategie collaudate per risparmiare, investire saggiamente e vivere in modo prospero e consapevole.![]()
Massimo Vigilante














